C. aurantium “Bizzarria”

L’arancio “Bizzarria” è una vera rarità nel mondo degli agrumi, apprezzato dagli estimatori e dai collezionisti per la mutevolezza dei frutti e delle foglie che rappresentano una sorpresa continua, per forma e colore. 
Questa varietà era presente nel Giardino mediceo di Castello. 

Descrizione

L’arancio Bizzarria, Citrus aurantium “Bizzarria”, è una varietà molto rara di agrume con i caratteri genetici dell’arancio amaro ma con la caratteristica di produrre frutti sia dell’arancio amaro che del limone cedrato o addirittura frutti che contemporaneamente hanno le caratteristiche morfologiche di entrambi. I frutti sono bitorzoluti, irregolari, dai colori: giallo, arancione e verde.
L’arancio bizzarria è un agrume di medio vigore, le foglie possono essere sia ovoidali-ellittiche, che strette ed ellittiche, talvolta increspate o deformate, talvolta di tonalità di verde differente.
Da annotazioni del direttore dell’orto botanico di Pisa, Pietro Nati nel 1674, si sa che fu notata nel 1664 da un gardiniere nella villa toscana detta: “Torre degli Agli”. Entrata a far parte delle collezioni medicee, questa varietà di agrume si ritenne a lungo scomparsa per la trasformazione, durante la prima guerra mondiale, della limonaia medicea in ospedale. Fortunatamente ritrovata intorno al 1970 da Paolo Galeotti, curatore dei giardini medicei, fu poi ri-propagata.

L’origine del Citrus autantium “Bizzarria” sono ancora confuse, la teoria più accreditata è quella della chimera o ibrido d’innesto, generata casualmente da una mutazione gemmaria avvenuta tra portainnesto di arancio amaro e il limone cedrato che ha generato un germoglio con entrambe le caratteristiche delle specie.