la manutenzione dei bonsai
Per evitare che il bonsai di importazione e soprattutto quello di basso costo muoia, bisogna capire che:
Per arrivare a destinazione integri dai paesi di origine ove oltre ad essere prodotti in quantità industriale e con metodi molto diversi dalla vera scuola bonsaistica, vengono confezionati per affrontare il lungo viaggio in nave, in una stiva buia e senza la possibilità di essere annaffiati e curati. Devono resistere a soste forzate nei magazzini della dogana, a tutti i successivi trasporti fino all'utente finale.
L'accorgimento dei produttori per far superare alle piante tutti questi stress è quello di racchiudere le radici in un pane radicale di argilla fangosa imbibita di acqua e capace di trattenere quest'ultima per lungo tempo all'interno del vaso.
Metodo adattissimo per il mantenimento durante tutto il viaggio ma non idoneo nel periodo successivo per la "vita del bonsai" in quanto quell'argilla , a contatto soprattutto con la nostra acqua contenente un'alta % di calcare , si compatta e si indurisce a tal punto da rendere difficile "l'innaffiatura", con la conseguente distruzione delle radici e "morte della pianta".
Soluzione : "sostituire il terriccio originale" con terra di akadama o altro composto idoneo.